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Regolamentazione bancaria e aumenti di capitale

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Regolamentazione bancaria e aumenti di capitale

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La grande crisi finanziaria che ha caratterizzato l’economia mondiale negli ultimi anni avrebbe dovuto consentire alle istituzione preposte di riformare l'industria bancaria. Un tempo si era soliti pensare che i banchieri conoscessero ogni mutuatario e che valutassero la concessione dei prestiti caso per caso. Oggi invece le banche usano modelli predisposti dai guru della finanza per produrre in serie classi di credito e prodotti derivati con conseguenze dimostratesi all'atto dei fatti disastrose.

Le proposte radicali, volte a rilanciare un sistema robusto, avanzate dal governatore della Banca d’Inghilterra Mervyn King, sono state soffocate dalle accese discussioni sulle eventuali misure che nulla fanno per porre rimedio ai principali difetti del moderno sistema bancario. Il dibattito si è così spostato sui livelli adeguati di capitale che le banche dovrebbero avere: uno studio della Banca d’Inghilterra suggeriva, ad esempio, un incremento più che triplicato del capitale. I banchieri, che potrebbero temere per i propri bonus, pensano che l’aumento dei requisiti patrimoniali li spingerà a ridurre i prestiti, impedendo in tal modo la crescita economica, ma la realtà è ben diversa. Il principio di regolamentazione del capitale bancario sembra sensato: in qualsiasi attività l’indebitamento aumenta il rischio e non si va in bancarotta se non si hanno debiti. Un forte indebitamento incoraggia altresì proprietari e manager a rischiare tutto, perché sono i creditori ad assumersi gran parte del rischio al ribasso.

I prestatori prudenti cercano pertanto di limitare sia i livelli di debito contratti dalle aziende sia di contenerne i corrispettivi rischi. I creditori non sono tuttavia incentivati a imporre duri limiti alle banche. Dal momento che il ritiro massiccio di depositi bancari può scatenare un caos generale, i governi garantiscono esplicitamente depositi assicurati e implicitamente tutti gli altri debiti delle megabanche. I governi che garantiscono le passività bancarie, invece, devono richiedere che i banchieri esercitino una maggiore prudenza rispetto a quanto già non facciano. Eppure focalizzarsi soprattutto sui livelli di indebitamento delle banche tralasciando altri atteggiamenti ben più avventati è un pessimo modo di agire.

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