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Prestiti personali: ai lavoratori precari costano di più

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I tassi relativi a un prestito personale cambiano in base alla finalità, alla tipologia di impiego e al domicilio del richiedente. Se un lavoratore dipendente deve, ad esempio, acquistare un televisore ultrapiatto gli converrà richiedere un prestito finalizzato, mentre al lavoratore a termine, con un’anzianità di servizio inferiore ad un anno, o ad un libero professionista, converrà un prestito liquidità. In questo secondo caso, il prestito personale costerà mediamente un 33% in più.

Ad esempio, se prendiamo il caso di un cliente di 40 anni che vive a Milano (lavoratore dipendente dal 2000) e richiede un prestito di 5000 Euro per finalità “liquidità” a 30 mesi, si ottiene un TAEG che varia dall’11,85% fino al 14,01% con una rata che va da 191,98 Euro a 196,54 Euro. Se invece lo stesso prestito viene richiesto per finalità “acquisto elettrodomestici” il TAEG scende mediamente al 10,28% con un minimo dell'8,47% e un massimo del 12,08%.

Se invece si è lavoratori a tempo determinato (a parità delle altre condizioni) per finalità liquidità il TAEG medio non cambia ed è sempre 12,93%, ma cambia quello per finalità “acquisto elettrodomestici” che sale al 14,50%.

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