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Detroit 2012 e le evoluzioni dell'automotive

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Detroit 2012 e le evoluzioni dell'automotive

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Si è concluso da pochi giorni il salone dell’auto di Detroit, tradizionale appuntamento chiave di ogni inizio anno per il settore automotive. L'appuntamento americano, pur in tono minore rispetto ai primi anni del secolo, in cui il settore viveva un periodo di forte crescita, non ha perso nel tempo il suo forte potere attrattivo: tutti i principali operatori sanno che da Detroit si possono ottenere indicazioni chiare sulle evoluzioni potenziali del mercato. Quest'anno sono tre gli elementi chiave di discussione emersi: la crescente sensibilità verso le tematiche dell'inquinamento e del risparmio energetico, la sostenibilità e il rapporto qualità prezzo come punto di forza centrale di ogni nuova politica di marketing di successo e gli effetti della lunga spirale recessiva sui consumi.

L'utilizzo dell'auto è destinato a diminuire, specie nei centri città, sia in ragione dell'introduzione sempre più diffusa di ticket d'ingresso (vedasi le esperienze di Londra e Milano a riguardo) sia per lo sviluppo di una forte sensibilità ambientale da parte di schiere crescenti di cittadini. In un simile contesto, i motori ibridi ed elettrici non possono che trovare un fertile terreno di sviluppo. Una tendenza altresì importante, sviluppatisi come conseguenza della crescente concorrenza dei produttori del sud est asiatico, è quella al contenimento dei prezzi di vendita. Si tratta di un'evoluzione che interessa principalmente la fascia di mercato medio-bassa, in un mercato che si polarizzando significativamente. Il terzo elemento di scenario emerso riguarda gli effetti della crisi che sta interessando sia gli Stati Uniti che l'Europa. In Italia il mercato nazionale dell’auto nel 2012 tornerà indietro ai livelli di quasi 30 anni fa, addirittura del 1984.

In questo contesto è molto probabile che il governo italiano, per rilanciare un settore che comunque resta un perno dell’economia nazionale, attivi nuovi incentivi. L'augurio è che non siano incentivi generalizzati, ma volti a incoraggiare le vendite di nuovi modelli, nuovi consumi e nuovi stili di vita.

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