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Credito al consumo: messaggi promozionali più trasparenti

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Credito al consumo: messaggi promozionali più trasparenti

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Al fine di aumentare le garanzie offerte ai consumatori che richiedono un finanziamento, la nuova disciplina sul credito al consumo prevede una maggiore trasparenza anche sul fronte promozionale. Le comunicazioni pubblicitarie devono avere un contenuto minimo più articolato e trasparente.

Nel dettaglio, gli annunci pubblicitari effettuati tramite volantini, locandine, Internet o spot televisivi, devono essere chiaramente riconoscibili come tali attraverso l’esplicitazione della natura di messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Devono altresì rimandare, per le condizioni contrattuali, ai fogli informativi, indicando le modalità con le quali questi ultimi sono disponibili. La pubblicità riguardante i finanziamenti deve indicare in forma chiara e concisa, con l’impiego di un esempio rappresentativo, le seguenti informazioni: la tipologia di tasso d'interesse applicato (fisso o variabile), i costi del credito e il tasso annuale effettivo globale (Taeg), l’eventuale necessità di stipulare contratti su servizi accessori connessi al contratto, gli importi finanziabili, la durata del contratto (se determinata) e, infine, se predeterminabili, l’importo totale dovuto dal consumatore e l’ammontare delle singole rate. Deve essere inoltre precisato il periodo di validità di ciscuna offerta.

La violazione delle norme sulla pubblicità e sulla trasparenza delle condizioni contrattuali può essere segnalata alla Banca d’Italia, la quale può comminare le sanzioni pecuniarie previste dal Testo Unico Bancario o sospendere l’attività del finanziatore. Le modalità di reclamo e di contestazione devono essere pubblicizzate dall'ente finanziatore presso i propri locali e sulla documentazione precontrattuale e contrattuale. Qualora debbano essere elevati reclami o contestazioni, sarà necessario rivolgersi all’ufficio reclami della banca o della finanziaria; il reclamo potrà essere presentato di persona oppure inviando una lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Nel caso in cui l’ufficio reclami non dia una risposta entro 60 giorni o in caso di disaccordo tra consumatore e finanziatore, sarà possibile rivolgersi al giudice.

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