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Vacanze fai da te

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Turista fai da te? Ahi ahi ahi». Così, negli anni Novanta, un noto tour operator nazionale reclamizzava i suoi prodotti, ironizzando su improbabili vacanzieri disorganizzati alle prese con le sciagure da viaggio. Nel 2012 quello spot non sortirebbe alcun effetto. Gli italiani ai tempi dell’austerity non si fanno influenzare dalle pubblicità e fanno attenzione a ogni euro speso. Secondo un sondaggio Swg, quest’anno solo il 66 per cento dei cittadini andrà in vacanza, poco più di 33 milioni di persone. Un record negativo, almeno negli ultimi cinque anni. Basti pensare che nel 2010 a godersi l’estate in un posto diverso da casa erano 39 milioni di persone, il 13 per cento in più. Quasi la metà dei vacanzieri estivi (il 45 per cento) prenota il viaggio in modo autonomo, senza ricorrere alle agenzie, e il 32 per cento si arrangia da solo anche per mangiare durante il soggiorno. Altro che ristoranti e pizzerie: fornelli e colazione al sacco garantiscono la sopravvivenza anche in viaggio. Solo un anno fa, i turisti italiani che rinunciavano a cenare fuori erano il 19 per cento. La  situazione economica incide pesantemente sulle scelte delle famiglie, preoccupate anche dall’aumento delle tasse. Sette persone su dieci non varcheranno i confini nazionali e uno su cinque probabilmente non si sposterà dalla regione di provenienza. Ma i vacanzieri che per stringere la cinghia scelgono di rimanere nel Bel Paese nei mesi estivi troveranno comunque delle sorprese sgradite. Secondo il Codacons, infatti, «a parità di servizi, rispetto allo scorso anno la villeggiatura costerà alle famiglie italiane complessivamente il 15 per cento in più». Colpa del caro benzina che fa lievitare tutto il resto.

Eppure, chi parte è disposto a spendere qualche euro in più rispetto all’anno precedente. In media, ogni persona mette in conto un costo di 906 euro (nel 2011 il budget era di 823 euro). Ma, secondo le rilevazioni della Swg, c’è anche un 13 per cento di turisti che non intende spendere più di 250 euro e un 24 per cento che dichiara un budget massimo di 500. Una cifra pari a quanto bisognerebbe sborsare per trascorrere una notte in uno dei luoghi di villeggiatura più gettonati. Si va dai 405 euro di Porto Cervo ai 325 di Porto Rotondo, passando per i 295 euro di Capri e i 290 dell’Isola d’Elba, fino ai 265 euro di Santa Margherita Ligure. Il prezzo è riferito a un pernottamento nel mese di agosto in camera doppia «in regime di b&b o all’interno di strutture ricettiva a 4 stelle», secondo lo studio condotto dall’associazione dei consumatori. Sul podio delle località “low cost” salgono invece la Calabria, dove una notte ad agosto costa mediamente 146 euro, l’Abruzzo (mediamente 154) e le Marche (162 euro). Con questi prezzi non resta che ridurre i giorni di permanenza fuori casa: chi prima si regalava due settimane di ferie, adesso non supera i 10 giorni. Crescono in maniera esponenziale i viaggiatori mordi e fuggi, quelli che si concedono svaghi per periodi brevi: 2-3 giorni. E c’è chi aspetta ancora l’offerta last minute: un 8 per cento di persone infatti ancora non sa se andrà in vacanza. Su una cosa sola i viaggiatori italici sono diventati molto esigenti: internet. Se nel 2008 solo il 10 per cento delle persone chiedeva la connessione in Rete agli albergatori, quest’anno il 23 per cento sceglie la struttura ricettiva solo se munita di wifi. Il motivo è semplice, anche in ferie in molti continuano a svolgere attività lavorative. Il 32 per cento degli intervistati, infatti, dichiara di portare con sé il computer sotto l’ombrellone. A preoccupare gli italiani prima della partenza non è solo l’instabilità economica. I capricci meteorologici sono una spiacevole sorpresa per chi ha atteso un anno intero per godersi un po’ di relax. Meglio pianificare il soggiorno consultando prima le previsioni del tempo. Un’abitudine che riguarda ormai il 79 per cento dei vacanzieri. Una maggioranza “bulgara” compensata da una minoranza di scaramantici sognatori: l’8 per cento degli italiani prima di mettersi in movimento si affida agli astri, consultando gli oroscopi.

Ma c’è anche chi alla vacanza agostana non rinuncia per nessun motivo al mondo, gli irriducibili delle ferie meritate. Sono gli italiani disposti a indebitarsi pur di ballare la macarena su una nave da crociera o su una spiaggia affollata. A rivelarlo è lo studio di prestitisupermarket.it, uno dei siti di prestiti online più cliccati. Analizzando le prime 20mila richieste pervenute nei primi cinque mesi del 2012 è emerso che il finanziamento medio si attesta a quota 4.080 euro. Una spesa destinata a pacchetti vacanze che comprendono anche gli extra. I lombardi sembrano essere quelli più disposti a indebitarsi (il 25 per cento delle richieste), seguiti da laziali ed emiliani. La Lombardia è leader non solo per la quantità di domande pervenute, ma anche per l’entità dell’importo richiesto: mediamente un lombardo chiede un prestito di 8.800 euro. Ma chi può indebitarsi così tanto per una semplice vacanza? L’identikit del vacanziere a rate è presto fatto: ha 40 anni e un lavoro a tempo indeterminato. La maggior parte dei finanziamenti, inoltre, ha una durata abbastanza breve: il 50 per cento dei mutui dura un massimo di tre anni. Insomma, meglio una settimana da leoni che tre anni da pecora.

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